Il corso di Tecnico Hardware, 2016/17, è finalizzato alla conoscenza del Personal Computer dal punto di vista hardware, della logica di funzionamento e di tutte le componenti hardware. L'obiettivo è far acquisire una conoscenza del funzionamento logico ed elettronico di un moderno PC. Si passerà poi alla scelta e all’installazione dei componenti hardware, alla valutazione delle prestazioni di un personal computer, alla individuazione dei guasti e a sapere intervenire per la riparazione. Il corso è, quindi, un vero e proprio strumento di lavoro per chi deve curare l'installazione, la manutenzione, la configurazione o la vendita di un PC. E' prevista una sessione pratica in laboratorio, dove si opererà direttamente sui componenti hardware del PC e si metterà in pratica le competenze ottenute.  Prerequisiti: buona conoscenza di Windows.

Contenuti del corso

  • Cenni di informatica di base, architettura di un personal computer, i componenti e il loro funzionamento

  • Il clock e le tempificazioni, moltiplicatori e divisori di frequenza, il canale di comunicazione: il bus

  • Tipologie di memoria, la scheda madre e i chipset

  • Interfacce standard di comunicazione, la porta parallela, le porta seriali, porte USB

  • Le schede video, fattori critici, accelerazione grafica e i monitor

  • I supporti magnetici e ottici, schede audio, le stampanti, i modem, gli scanner, lettori CD e DVD, masterizzatori

  • L’avvio del PC, il BIOS, configurazione del sistema operativo e degli applicativi

  • Analisi delle prestazioni, individuazione dei guasti e possibili rimedi, uno sguardo al mercato Hardware

    La durata del corso è di ventiquattro ore, suddivise in dodici lezioni di due ore e consente uno sbocco lavorativo presso: Società Assemblatrici Hardware, Punti Vendita, Attività di Assistenza Tecnica, Tecnico hardware in Medie/Grandi Aziende ed Enti.

Il formato attuale del cabinet è di tipo ATX, e se la sua forma si sviluppa in orizzontale viene definito desktop e se invece si sviluppa in verticale assume il nome di Tower, in questo caso ne troviamo di tre dimensioni: mini tower, middle tower e big tower.
In ogni caso la procedura per assemblare un computer non è molto diversa tra i vari modelli. Si inizia predisponendo il cabinet, togliendo entrambe le parti laterali. La motherboard viene montata sul pannello di destra (stando di fronte al PC) e se è possibile, esso va rimosso completamente dalla struttura del case e poggiarlo sul tavolo di lavoro, alcune volte non è possibile sfilare il pannello, dunque il montaggio della scheda madre deve essere effettuato direttamente all'interno del case. All'interno del cabinet troviamo una scatolina contenente i distanziatori e tutte le viti utili al montaggi dei vari pezzi. Avvitare i distanziatori color rame sulla piastra del cabinet facendo attenzione alla loro posizione in modo da farli coincidere con i fori della scheda madre. Poggiare su di essi la scheda e avvitarla tramite le piccole viti fornite in dotazioni, è bene non serrare completamente le viti in questa fase ma lasciarle lente per trovare la perfetta posizione dei connettori posteriori PS/2 per tastiera e mouse, le porte USB, le porte seriali, la porta parallela, gli spinotti per jack audio e la porta joystick (solo se sulla scheda madre sia integrato anche il sistema audio). Una particolare attenzione va dedicata all'alimentatore che deve avere una potenza minima di circa 350 watt, visto che la potenza assorbita dalle CPU di ultima generazioni è notevolmente aumentato.

Il manuale della motherboard (se consultato) è di grande aiuto ed in genere è ricco di dettagli e di illustrazioni delle varie caratteristiche e guidano nella procedura di montaggio. Una volta fissata la scheda madre, bisogna provvedere a collegare i vari cavi (in genere forniti in dotazione con la motherboard); per primo va collegato il connettore di alimentazione proveniente dall'alimentatore, solitamente esso è di materiale plastico e di colore bianco, composto da due file di 10 connettori sagomati in modo da garantire l'inserimento e l'incastro in un solo verso. I sistemi basati sul Pentium di ultima generazione richiedono il collegamento di un ulteriore connettore da 4 poli. Nelle schede attuali non è più necessario provvedere al settaggio manuale dei ponticelli (o jumper) e il riconoscimento di molti componenti viene effettuato in modo automatico. Lo schema fornisce un'idea dei vari innesti presenti su una scheda madre. In questa fase colleghiamo i vari cavetti colorati, provenienti dagli interruttori posti sul frontalino del case, ai connettori della scheda madre, (per individuarli consultare il manuale di montaggio) è consigliabile inserire soltanto il cavo Power (PWR), mentre i cavi del Reset, dello Speaker e del Hdd Led verranno collegati dopo la prima prova di accensione.

Il microprocessore o CPU va inserito sulla scheda madre adagiandola nello zoccolo di colore bianco. Dopo aver alzato la levetta di blocco, inserire il microprocessore facendo attenzione all'innesto che è obbligato dalla smussatura sui due angoli e che ne determinano la posizione precisa sullo zoccolo della scheda madre. Bisogna fare attenzione a non piegare i numerosi piedini che devono inserirsi perfettamente nei forellini. Infine ricordarsi di riabbassare la levetta che ne blocca definitivamente la posizione sulla scheda madre.

La ventola di raffreddamento (cooler) si deve posizionare sul microprocessore e va bloccata con due staffe ad incastro che la fanno aderire alla parte centrale della CPU.  La superficie metallica del dissipatore deve combaciare perfettamente con quella del processore e, allo scopo di migliorare la dissipazione del calore, bisogna applicare un sottile strato di pasta termoconduttrice sulla superficie della CPU. Collegare infine il cavetto che alimenta il cooler sull'apposito innesto della scheda madre. Questo connettore dispone di tre fili, due servono per l'alimentazione ed uno per controllare la velocità di rotazione della ventola e mandare un segnale al sistema di monitoraggio hardware presente sulle motherboard attuali.